NMN impedisce che le retine dei pazienti diabetici con retinopatia si assottiglino ulteriormente

NMN impedisce che le retine dei pazienti diabetici con retinopatia si assottiglino ulteriormente



Ciò che preoccupa di più i pazienti diabetici non è mai stato solo il livello di zucchero nel sangue.
Essendo la principale causa di cecità tra gli adulti, la retinopatia diabetica provoca danni alla vista quasi irreversibili una volta raggiunta la fase avanzata. Ciò che davvero allarma i medici è che, molto prima che si presentino problemi vascolari, gli strati neurali retinici nei pazienti diabetici si stanno già "assottigliando silenziosamente".
Questo assottigliamento invisibile è il primissimo campanello d'allarme della neurodegenerazione retinica.
C'è un modo per rendere la retina "più lenta"?
Uno studio clinico randomizzato, in doppio cieco e controllato con placebo, condotto da un team dell'Ospedale Universitario di Osaka ha fornito una risposta degna di nota: la NMN potrebbe aiutare a proteggere questa retina assottigliata.

PARTE 01

Cosa dice lo studio

Nel 2026, basandosi sul loro precedente studio controllato randomizzato pubblicato (principale studio DOI: 10.1111/ggi.14513), il team dell'Ospedale Universitario di Osaka ha condotto un'analisi approfondita su un sotto-dataset oftalmologico, concentrandosi precisamente sulla metrica dello "spessore retinico".
Va notato che questa sottoanalisi oftalmologica attualmente ha un campione limitato (7 partecipanti per gruppo, per un totale di 14 occhi) ed è un'analisi esplorativa. Tuttavia, essendo una rara prova umana controllata in doppio cieco che prende di mira "NMN e spessore retinico", il suo valore di segnale non può essere trascurato.Soggetti di studio: Pazienti anziani maschi diabetici sopra i 65 anni (con fragilità fisica)

Intervento: Somministrazione orale di 250 mg NMN o placebo al giorno per 24 settimane consecutive
Metodo di rilevamento: Tomografia di Coerenza Ottica (OCT) per misurare con precisione le variazioni di spessore in 9 sottocampi dell'area maculare
I risultati sono emersi proprio dove contavano di più.

PARTE 02

Dati Fondamentali: La retina temporale "stabilizzata"

Nel sottocampo temporale esterno della regione maculare retinica (il lato più vicino alla tempia), è emerso un chiaro contrasto tra i due gruppi: lo spessore retinico è cambiato di +1,14 μm (sostanzialmente stabile) nel gruppo NMN, mentre nel gruppo placebo è cambiato di −2,77 μm (assottigliamento continuo). La differenza tra i due gruppi raggiunse significatività statistica ($p = 0,006$).

In termini semplici, la retina nel gruppo placebo si stava assottigliando gradualmente come previsto, mentre quella nel gruppo NMN era sostanzialmente stabilizzata senza un assottigliamento significativo. La differenza netta tra i cambiamenti dei due gruppi era di circa 3,9 μm—un segnale da notare in una struttura delicata misurata in micrometri come la retina.
Anche escludendo pazienti con altre condizioni oculari concorrenti, questa tendenza è rimasta valida ($p = 0,07$), con una direzione identica.
Oltre ai dati, la sicurezza è altrettanto cruciale. In 24 settimane, il gruppo NMN ha registrato zero eventi avversi oculari e zero eventi avversi sistemici; Acuità visiva, pressione intraoculare e morfologia retinica sono state tutte stabili, senza interruzioni dovute all'intervento dello studio. Per un intervento nutrizionale che può richiedere un uso prolungato, la sicurezza è la prima soglia. Questo record di "zero eventi avversi" indubbiamente rafforza la fiducia per condurre studi futuri su larga scala.

PARTE 03

Perché "temporale" nello specifico?

Questa è proprio la parte più intrigante dello studio.
Numerosi studi hanno confermato che nei pazienti diabetici, la regione temporale è spesso il luogo in cui si verifica il diradamento retinico più precoce e più evidente. Questa regione agisce come un "anello vulnerabile" nella retina, essendo eccezionalmente sensibile a ischemia, iperglicemia, stress ossidativo e invecchiamento.
Il calo dei livelli di NAD⁺ (Coenzima I) è uno dei fattori fondamentali della degenerazione neuronale retinica: quando l'approvvigionamento energetico è insufficiente e i neuroni non possono sostenersi, la retina si assottiglia gradualmente.
Come diretto precursore di NAD⁺, integrare NMN equivale a rifornire le "fabbriche energetiche" della retina (mitocondri). Che l'area più fragile sia protetta per prima ha senso biologico e rappresenta l'osservazione più interessante qui.

PARTE 04

Da "Segnale Preliminare" a "Raccolta di Prove"

Certo, la scienza richiede razionalità.
Come ha ammesso apertamente il team di ricerca: la dimensione del campione è piccola, sono stati inclusi solo i partecipanti maschi, ed è un'analisi esplorativa. Non è ancora possibile trarre la conclusione che "la NMN possa invertire la retinopatia", ma offre una direzione chiara: la NMN richiede studi su scala più ampia e a lungo termine per verificare il suo ruolo nel ritardare il diradamento della retina legato al diabete.
È attraverso studi clinici così rigorosi che il NMN viene gradualmente spinto da una "molecola di laboratorio" a un "nutriente basato sull'evidenza".
La rigorosa ricerca clinica si basa su un supporto tracciabile e di alta qualità delle materie prime. Questo è proprio il campo in cui BONTAC è stato profondamente coinvolto per oltre un decennio.
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La protezione oculare inizia con lo spessore retinico "visibile". BONTAC produce ogni lotto di materia prima NAD⁺ supportato da prove.

Riferimenti:
[1] Shiraki A, Hara C, Akasaka H, e altri. Effetto del mononucleotide di nicotinamide sullo spessore retinico di pazienti anziani con diabete mellitus: uno studio in doppio cieco controllato con placebo. Geriatria & Gerontologia Internazionale. 2026; 26: e70516. doi:10.1111/ggi.70516.
[2] Akasaka H, Nakagami H, Sugimoto K, e altri. Effetti del mononucleotide di nicotinamide su pazienti anziani con diabete e prestazioni fisiche compromesse: uno studio prospettico, controllato con placebo e in doppio cieco. Geriatria & Gerontologia Internazionale. 2023; 23(1): 38-43. doi:10.1111/ggi.14513.

 
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